Vertice NATO di Ankara 2026: impegni umanitari, diritti umani e parità di genere
- humanrightsic
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La Dichiarazione di Ankara 2026, composta da sei paragrafi, non contiene alcun impegno esplicito in materia umanitaria, di diritti umani, sicurezza umana o parità di genere. L'unico richiamo valoriale è la formula "nazioni libere e democratiche" contenuta nel paragrafo di apertura.
Il documento è interamente dedicato all'Articolo 5, all'attuazione dell'impegno di spesa assunto al Vertice dell'Aia (oltre 139 miliardi di dollari di investimenti aggiuntivi europei e canadesi nel 2025 e oltre 50 miliardi di nuovi programmi di approvvigionamento), alla modernizzazione delle capacità – incluse l'adozione di "potenti modelli di IA" e la realizzazione di un "warfighting cloud" transatlantico –, al sostegno militare all'Ucraina per 70 miliardi di euro nel 2026 e alla deterrenza nei confronti dell'Iran.
Si tratta del secondo Vertice consecutivo, dopo L'Aia 2025, privo di qualsiasi riferimento all'Agenda Donne, Pace e Sicurezza, alla sicurezza umana, alla protezione dei civili e al diritto internazionale umanitario (IHL). HRIC valuta che tale omissione non sia più episodica, bensì strutturale, e che indebolisca il mandato politico delle Strategie NATO formalmente ancora in vigore – in primo luogo la Strategia NATO su Donne, Pace e Sicurezza, approvata dai Capi di Stato e di Governo al Vertice di Washington del 2024 – riducendo al contempo gli spazi di rendicontazione della società civile.
Raccomandazioni finali
Sulla base dell’analisi che precede, HRIC raccomanda ai Governi degli Stati membri dell’Alleanza, alle delegazioni parlamentari presso l’Assemblea Parlamentare NATO e alle strutture competenti dell’Alleanza:
Ripristino del linguaggio dichiarativo. Reintrodurre nella dichiarazione del prossimo vertice riferimenti espliciti ai diritti umani, all’agenda Donne, Pace e sicurezza, alla sicurezza umana e al diritto internazionale umanitario, in coerenza con il Concetto Strategico 2022 e con la Strategia Donne, Pace e Sicurezza 2024 approvati dagli stessi Capi di Stato e di Governo.
Condizionalità e accountability nel sostegno all’Ucraina. Accompagnare gli impegni di assistenza militare – a partire dai 70 miliardi di euro per il 2026 – con linguaggio espresso su protezione dei civili, rispetto del diritto internazionale umanitario, e sostegno ai meccanismi di accountability per i crimini internazionali, inclusa la questione dei minori ucraini trasferiti forzatamente.
Attuazione e trasparenza della Strategia Donne, Pace e Sicurezza 2024. Richiedere la pubblicazione dello stato di attuazione della Policy e del relativo piano d’azione, con indicatori misurabili e rendicontazione periodica, e garantire il pieno mandato e le risorse dell’Ufficio della Rappresentante Speciale per Donne, Pace e Sicurezza e del Civil Society Advisory Panel.
Integrazione della prospettiva di genere nella nuova agenda capacitiva. Assicurare che l’espansione di procurement, IA e infrastrutture di warfighting incorpori valutazioni d’impatto di genere e sui diritti umani, in linea anche con i riferimenti della Strategia Donne, Pace e Sicurezza 2024, alle dimensioni di genere dell’intelligenza artificiale e alla violenza di genere facilitata dalla tecnologia.
Salvaguardie sull’IA militare. Vincolare pubblicamente l’adozione dei “potenti modelli di IA” e del warfighting cloud annunciati ad Ankara ai Principi NATO di Uso Responsabile dell’IA (2021), con supervisione umana significativa e conformità verificabile rispetto al diritto internazionale umanitario.
Presidio parlamentare e della società civile. Sollecitare le delegazioni nazionali presso l’Assemblea Parlamentare NATO a richiedere formalmente conto delle omissioni dei vertici 2025–2026 e a promuovere una risoluzione sul reinserimento strutturale di Donne, Pace e Sicurezza e sicurezza umana nei documenti di vertice; mantenere e rafforzare i canali di consultazione con le organizzazioni della società civile.
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